Messaggi delle mani

Mi dispiace togliere l’ articolo di “Serra” anche perché è un post che soddisfa la mia vanità mentale,ma ho un urgenza dell’ anima che non voglio sottrarmi…

C’ è usanza dalle mie parti,come credo dappertutto, che alcuni giorni prima della ricorrenza dei giorni  dei morti,ci si prepara per la visita del 2 novembre….

Beh! Io non sento questo rito mio, lo sento inutile,ho altre convizioni che non sto qui ad  elencare,siete per questo fortunati vi risparmio…

Ma, c’ è un ma,mia madre ogni anno puntualmente mi coinvolge..e se tento di dirle le mie ragioni..mi stoppa”non farlo per  i morti,mi dice..fallo per i vivi,praticamente per me.”Me Accumpagnà”Che dire,  logica ferrea,non conoscete mia madre,tosta e autoritaria…

E stamattina,anche se avevo aaltri programmi,mi ha incastrato..

Nel percorrere il viale che porta al cimitero,ci si incontra tutto il “Paese”i morti stanno tutti nell’ unico posto..Mentre sto soprappensiero,a come non sono stata scaltra nel dileguarmi,mi giunge una voce” Maddy! Mi volto,un vecchio amico,di quelli che hanno vissuto i tuoi stessi giochi,le stesse illusioni,la stessa scarna merenda nei pomeriggi lunghi d’ estate,insomma dii quelli che sono intimi con i tuoi fratelli,mentre tu speri,ragazzina di poter essere “guardata in un certo modo” Non è accaduto,ma l’ amicizia,anche senza più i vicoli,senza più i sogni,..è rimasta nel tempo..con le distrazione della vita reale..

Wee ,rispondo…

SI è fatto un bell’ uomo.conserva il sorriso di un tempo,quello che mi aveva fatto tremare unpò  il cuore…MI da una mano energica, una stretta che sembra avvolgere tutti il passato..e dopo i soliti convenevoli.mi guarda fisso negli occhi e a bruciapelo mi chiede”Ti ricordi di Otello?

Si,rispondo..confusa,ricordo..

Tra un po’ fanno nove anni che non c’ è più,vorrei fare qualcosa per ricordarlo…

Resto in silenzio. Un attimo ..dove scorre veloce la vita di un uomo che non ha trovato mai il suo spazio, nel nostro piccolo centro..

Era Otello un figlio della guerra,di quelli che in una famosa “tammurriata” il ritornello di un attimo racchiude la tragedia di molti..

Di quelli che “O fatto è nir nir”

La mamma del Paese,lui di colore,i giorni l’ attesa del Padre(credo morto, in guerra,cosi diceva la mamma,alle comare,ma lui non ci ha mai creduto)

Lui ha atteso,per anni,con un anima piena di speranze,tra emarginazione, e esaltazione di pochi,era il periodo dove si inziava ad aprire nuovi orizzonti ai pregiudizi antichi,,ma per lui non era cosi..si sentiva inadeguato..

POI..la notte di Natale,un giro di chiamate,gli amici tutti davanti a un buon cenone,con famiglia e televisione,tutti al sicuro,nonostante le lotte alternative,,poi…lui si è guardato…chi era’ si sarà chiesto…

Un qualcosa sospeso..credo sia stata la risposta..ed allora..

L’ oblio…

Morire il giorno di Natale,nemmeno guccini ha restito a tanto,infatti in “canzone per un amica,lo dice

“Lui si è ucciso per Natale,come in un libro scritto male…

IO lo voglio ricordare oggi,perché voglio lasciare aperta la porta,che forse nel ricordo avremo il tempo di rispondere a quel telefono, per dio..

E non aspettare il giorno dopo e trovare una stanza vuota…

L’ amico mii ha dato delle sue poesie..bellissime

In verità leggendole,non conoscevo “Otello” o nir

Ho scelto una perché mi sembra quella che più mi richiama una richiesta d’ amore

Le mani…

Quando s’incontrano

le nostri mani,

d’ ogni carezza:

un tenero sospiro.

D’ ogni stretta:

una salda promessa.

Quando s’intrecciano

le loro dita,

d’ ogni pressione: una domanda intuita:

D’ogni “allentarsi”

un vago timore.

Quando poi lo raccolgo

e melo porto al cuore,

dagli più carica ancora

e ancora

….e ancora

 

Otello Di Maro…

 

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“I Vicerè”(Michele Serra)

Si riparla dei “Vicerè”(il romanzo di De Roberto e il film che nè ha tratto Roberto Faenza)
e se ne parla molto a proposito.lo ha fatto ieri Mario Pirani,domandandosi se il film sia stato escluso per la sua potente vena anticlericale.lo ha fatto domenica l’ ottimo “per un pugno di libri” sottolineando la grandezza  del libro di
De Roberto
poco studiato a scuola pur essendo uno  dei pochi veri classici della nostra letteratura
Al dubbio che libro e film paghino pegno a causa del ruolo eticamente ottudente che assegnano all Chiesa nella storia italiana
aggiungiamone un altro.La tesi del romanzo,svolta con amarissima efficacia.è che  al di là delle debolezze e delle miserie di questa o quella classe dirigente,la ragione  profonda del nostro ritardo civile risieda nel cinismo trasformista del corpo sociale preso nel suo insieme.Non lacasta, ma uno spirtito pubblico comprimissorio vile ed arrivista svolge il ruolo del “Cattivo” già nel 1984.E questa una tesi  molto impopolare in un Paese che ama collezionare capri espiatori piuttosto che guardarsi dentro..IL dubbio  è dunque che il “vicerè “abbia vita difficile non tanto perchè anticlericale,quanto perchè antitaliano;o megllio: troppo dolorosamente Italiano
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“Un Ricordo” Cesare Pavese

Non c’ è uomo che giunga a lasciare una traccia
su costei.Quant’è stato dilegua in un sogno
come via in un mattino,e non resta che lei.
Se non fosse la fronte sfiorata da un attimo,
sembrerebbe stupita.Sorridono le guance
ogni volta.
  Nemmeno s’ammassano  i giorni
sul suo viso,a mutare il sorriso leggero
che si irradia alle cose.Con dura fermezza
in ogni cosa,ma sembra ogni volta la prima:
pure vive fin l’ ultimo istante.Si  schiude
il suo solido corpo,il suo sguardo raccolto
a una voce sommessa e un pò roca:una voce
d’ uomo stanco.E nessuna stanchezza la tocca.
A fissarle la bocca,socchiude lo sguardo
in se stessa:nessuno può osare uno scatto.
Molti uomini sanno il suo ambiguo sorriso
o la ruga improvvisa.se quell’ uomo c’ è stato
che la sa mugolante,umiliata d’ amore,
paga giorno per giorno,ignorando di lei
per chi viva quest’ oggi.
Soride da sola
il sorriso più ambiguo camminando per strada
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“Tango”Cesare Pavese

Mi sono vista una notte
in una sala chiusa
e l’ abbraccio dei corpi che danzavano,
sollevati e schiantati dalla musica
sotto la luce livida
che filtravanei muri,di lontano,
mi soffacava il cuore
come in fondo a un abisso ,sotto il buio,
tra  bagliore e bagliore,
giungono spaventose
scosse di una tempesta,
che impazziscela in alto,sopra il mare
Mi giungeva a tratti ,
pallide e stanche,
le ombre dei danzatori,
vibrazioni di un mare moribondo
E vedevo i colori
delle donne abbracciate
illividirsi anch’essi,
e tuto rilassarsi
di spossatezza oscena,
e i corpi ripiegarsi stisciando sulla musica
Solo ancora splendeva
su quella febbre stanca
il corpo di colei
che fiorisce in un volto
tanto giovane e chiaro
da fare male all’ anima.
Ma era solo il ricordo
Io la guardo immobile
e la vedevo dolorosamente,
nella luce del sogno.
Ma passava strisciando,
senza scatti più,languida,
con un respiro lento..
e mi pareva un gemito d’ amore.ma l’ uomo a cui si abbandonava nuda
forse non la sentiva
E un’ ubbriacchezza pallida
le pesava sul volto,
sul volto tanto giovane e stupendo da fare male l’ anima
Tutti tutti tacevano di ebbrezza,
travolti dentro il gorgo
di quella luce pallida,
posseduti di musica,
nelle carezze ritmiche di carne,
e stanchi tanto stanchi
Io solo non potevo abbandonarmi:
con gli osbarrati,
mi fissavo smarrito sul quel corpo strisciante
Questa è per me..la festa è finita..
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Grazie..Lucio…Michetti…si grande..

Abbiamo vinto il primo premio della critica,per il corto Teatrale…beh che ne pensate,….
simm na bella compagnia hhah
Io sono quella che sta vicino al biondino con il capello(azz so fotogenica a vicino..insomma)
Maròòòòòòòòòòòòche casino abbiamo fatto..
un Grazie al nostro “Maestro”forse possiamo perdonargli..le angherie….
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Pablo Neruda

Mi piaci silenziosa,perchè sei come assente.
mi senti da lontano e la mia voce non ti tocca.
Par quasi che i tuoi occhi siano volati via
ed è come se un bacio ti chiudesse la bocca.
Tutte le cose sono colme della mia anima
e tu da loro emergi,colma d’ anima mia.
Farfalla di sogno,assomigli alla mia anima
ed assomigli alla parola malinconia
Mi piaci silenziosa,quando sembri distante.
E sembri lamentarti,tubante farfalla
E mi senti  da lontano e la mia voce non ti arriva:
lascia che il tuo silenzio sia il mio silanzio stesso
Lasciaa che il tuo silenzi sia anche il mio parlarti.
lucido come fiamma.semplice come anello.
Tu sei come la notte,taciturna e stellata.
Di stella è il tuo silenzio,cosi lontano e semplice.
Mi piaci silenziosa perchè sei assente.
Distante e dolorosa come se fossi morta.
Basta allora un sorriso,una parola basta.
E son lieto,lieto che questo non sia vero……
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“S?impicca a un undici anni”

Aveva undici anni e un carattere estroverso,gli piaceva l’ aria aperta,si affacciava alla vita,le prime amicizie,si sentiva al sicuro,

povero piccolo:non era pronto agli scherzi feroci del branco, lo prendevano in giro per le sue orecchie a sventola.Una storia assurda,l’hanno trovato in cantina,morto,appeso a una trave..

Scherzi da ragazzini,per la vittima un motivo di imbarazzo,poi fonte di vergogna,un’ autentica ossessione…..

E forse qualcosa di piu inquietante,forse un gioco di gruppo….

Lavoro in una scuola professionale,mille utenti e piu,scuola a rischsi trova nella periferias di Napoli…

Beh,assisto ogni ora della mia giornata lavorativa alle feroci dinamiche della sopraffazione,del mettersi in mostra,il tutto non sempre supportato da  caratteri sani,e da valori consistenti..

Sono in prima linea,con colleghe e docenti molto in gamba,ma il lavoro è estenuante,se non coordinato con le famiglie…

Ma, questi episodi non devono solo rattristare per il tempo di leggerli,ma guardare i nostri ragazzi,con gli occhi del cuore,rinunciare al nostro egoismo di adulti,e stare molto con loro…..ascoltarli..ascoltarli..ascoltarli..

chiudere le finestre,la televisione,il computer,,correre,correre insieme…amarli comunque sempre…come sono..

Sono il nostro futuro,mettiamo in pratica l’ amore che abbiamo ognuno..investiamo in risorse umane..

NOn ho figli fisiologici,ma sento il peso di milioni…Non avendo legami di numeri,ne sento il lutto per ognuno di loro…

La forza interiore…

Un teatro non può giustificare la sua esistenzase non è coscientedella sua missione sociale.
L’aggettivo”sociale”evoca per noi un’attitudine etica ed emotiva nei confronti degli altri.in effetti,il risultato artistico è sempre influezato da questa attitudine
Per noi fare teatro è come allo stesso modo in cui i nostri antenati evocavono i demoni dando libero corso in cerimonie collettive,per fare emergere in agguato la nostra oscurità e combatterla in piena luce..
Questa lotta contro l’ altro nascosto in noi diviene lo strumento di una più profonda conoscenza delle forze segretee che sorgono inattese e ci investono quando le circostanze sono loro favorevoli..
La veemenza della lotta interiore ci guida verso una nuova nascita
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