“Mi assento un pò”

Dago il mio amato gatto non è molto contento..mi ama molto nelle mie multiforme   “Scatoletta”Croccantini” e varie comodità..fa cosi perchè uhm mi ama 8ec2798a7636929916a157ad658ea987.jpg
66e490817edaa7e20b09d6a6996908c2.jpgTutto è pronto per la rivisione dei pezzi da sistemare.ma hanno assicurata che tornerò pimpante.funzionante e lucida,praticamente nuova
464d4213db6b8aad0a495823e817842e.jpgTornerò,,e non fate quella faccia..non è una minaccia è una promessa….hahaha maddy
un bacio a tutti….

“La via della seta”

a9cd320a16c50f52c62ec035472480a1.jpg

non c’è merce che non abbia valore di sogno. Ma la seta, con i suoi magici riflessi, è forse quella che ha acceso i desideri più ardenti.
Dopo essere apparsa per la prima volta a occhi occidentali oltre duemila anni fa, durante una battaglia nel deserto fra romani e parti, non ha mai smesso di rappresentare una magnifica ossessione.
Simbolo di ricchezza e potere, primo esempio dì valuta pregiata in India e in Cina (dove il segreto della sua fabbricazione, custodito gelosamente per secoli, è stato oggetto dei primi tentativi di spionaggio industriale della storia), il prezioso tessuto ha viaggiato attraverso le piste inaugurate da Alessandro Magno, poi percorse in pace dalle carovane dei mercanti e dai monaci buddhisti, e in guerra dalle armate dell’Islam, del Celeste Impero e dei khan mongoli.
La riscoperta della via della seta da parte del mondo cristiano si deve alle cronache, in parte favolistiche, di Giovanni da Pian del Carpine, ai miti esotici raccolti nel Milione da quel geniale millantatore che fu Marco Polo e ai diari di viaggio di un prestigioso intellettuale islamico del Medioevo, Ibn Battuta. Ma anche opere più schiettamente letterarie (dalle Mille e una notte ai racconti dei sette viaggi di Sindbad il marinaio) o tradizioni improbabili (come quella del fantomatico Prete Gianni, il cui misterioso regno, mai localizzato con certezza sulle carte geografiche del tempo, fu però nominato da tutti) ci trasmettono un riverbero di quel lontano splendore.
In tale turbinio di storie, leggende, avventure, incontri e scontri, sapientemente narrati in , la via della seta appare come un orizzonte aperto, un ponte gettato fra civiltà e culture diverse, un’arteria vitale per gli scambi commerciali e la circolazione delle idee, che ancora oggi, nell’epoca della globalizzazione, mantiene intatta il suo fascino
..Su
quelle rotte polverose  attraverso montagne, fiumi, steppe e deserti si mossero eserciti, ma anche fedi, come zoroastrismo, manicheismo, nestorianesimo, buddismo, taoismo e islam. Tanti fili sottili ma tenaci che legarono tutto il mondo di allora, in una globalizzazione ante litteram di prodotti, uomini e acquisizioni. Ovviamente non era la stessa carovana a portare le merci da Xi’an in Cina ad Antiochia in Siria: queste cambiavano padrone, mezzo di trasporto, prezzo e itinerario mille volte, ma alla fine giungevano sempre a destinazione, dopo un viaggio periglioso che non poteva durare meno di 8 mesi. E a trasportarle si alternavano buoi, yak, cavalli, muli, cammelli e dromedari, in una immaginabile babele di lingue.

Lungo questi percorsi mercantili sorsero oasi, mercati, fortezze, caravanserragli e città, e con il benessere economico indotto fiorirono anche durature civiltà. Tutto questo ben di Dio terminò attorno al 1300, quando i minori costi del trasporto marittimo e l’insicurezza nell’Asia centrale dopo il crollo della pax mongolica decretò la fine dei commerci transcontinentali lungo la gloriosa Via della Seta, appena poco dopo i racconti lasciatici ne Il Milione da Marco Polo…

 

Mi affascina ancora e mi viene da pensare allo scambio culturale..emozioni fortissime nell’ attraverso posti nuovi..se penso a tutte le persone che l’ hanno vissuto..cerco di immedesimarmi..e non vorrei conoscere il futuro.che invece mi è noto di come tutto e degenerato.. Nei miei sogni..appunto stanotte..immagino l’ economia come scambio umano.lo so che state pensando ma non si tratta di percorrere un viaggio all’ indietro nel tempo,quanto soprattutto scegliere di viaggiare  in profondità.per trovare ciò che stiamo cercando:utopie vissute,sperimentazioni,tentivi,traccie anche flebili che testimoniano una radice universale e una tensione prefigurante a vivere l’ economia come positivo fatto umano… Lo so è un sogno..lungo una notte..ma a chi non è dato sognare..fosse anche una notte…..maddy

“Compagni a venire”

La  natura comanda a tutti gli animali,e la bestia obbedisce.L’uomo prova lo stesso impulso,ma si sente libero di aderire o di resistere:ed è soprattutto nella consapevolezza di questa libertà che si manifesta la spiritualità della sua anima…

Jean-Jacques-Rousseau

      Uguali e diversi:essere migliori..

C’è un tratto che unisce e contraddistingue che si impegna,chi sogna o immagina

un mondo diverso,chi si rivolta o si ribella alla sottomissione e allo sfruttamento,chi cerca un’altra strada..è l’interessamento per un mondo che soffre,la voglia di conoscere più profondamente

l’amore per l’Umanitàe la gioia della vita..

Non smettiamo di guardarci intorno e di riconoscere quanti,tra mille difficoltà non vogliono arrendersi,

quanto dall’Umanità spira la  volontà di vivere,nonostante le sofferenze,l’ oppressione..

Lo sentiamo,lo percepiamo in chi ha cercato un altro modo di vivere,in chi ha combattuto ,

in chi  ritrova quello spirito di speranza in una parola detta,in un gesto…

,in chi non smette di cercare…Finchè ci saranno questi diversi..la nostra specie avrà ancora senso di esistere,,questo filo..questa differenza distingue la natura umana..da chi opprime,,violenta uccide..

senza pietà….

Ci siamo addormentati in un individualismo deleterio…uccidendo in noi il senso di rivolta.

Il desiderio di migliorarci..perchè è in ognuno di noi c’è un enorme  potenziale..e non importa grande cose..ma bastano poche gocce,,un gesto..un grido..uno sguardo più profondo…per iniziare

E da ieri che mi tormenta quest’ idea..perchè i grandi gesti nascono solo da contesti terribili..pechè non ci possono essere grandi gesti quotidiani..investimento per un mondo migliore..e solo ognuno di noi può investirre in questo futuro.non la politica malata..bla bla dei mass media..libri o altro..noi.

Dobbiamo volerlo..noi iniziare….e nell’educarci a pensare e vedere il mondo che forse ci sarà,,forse una speranza per il futuro..

ps..un grido di riflessione..ho scovato una bellissima canzone di “Claudio Lolli “e un video stupendo….

“Afrodita”

920d752aa21f94f626860b5c6692a5cf.jpg M i pento delle diete,dei piatti prelibati rifiutati per vanità, come mi rammarico di tutte le occasione di fare l’ amore che ho lasciato correre……. Non posso separare l’erotismo dal cibo e non vedo nessun buon motivo per farlo; al contrario ,ho intenzione di continuare a godere di entrambi fino a quando le forze e il buon umore me lo consenteranno. Ii confini tra l’ amore e l’ appetito a volte sono talmente labili da confondersi completamente…e cosi che dedico queste divagazioni erotiche agli amanti che giocano E,perché no?,anche  agli uomini spaventati e alle donne malinconiche… La golosità,il cibo sono una strada che porta diritto alla lussuria e,se la si percorre con troppo indulgenza,alla perdizione dell’ anima.Per questo luterani,calvinisti  e altri aspiranti alla perfezione cristiana mangiano male.I cattolici invece,che nascono rassegnati al peccato originale e alle debolezze umane e che grazie al sacramento della confessione ritornano puri e pronti a peccare di nuovo,sono talmente più flessibili nei confronti della buona cucina…Allora i cinquant’ anni sono come l’ ultima ora del pomeriggio, quando il sole tramontato ci dispone spontaneamente alla riflessione Nel mio caso ,tuttavia, il crepuscolo mi induce al peccato Forse per questo, arrivata alla cinquantina, medito sul mio rapporto con il cibo e l’ erotismo, Alcuni consigli per conservare l’ umore..e l’ amore.. Ricette Afrodisiache.. Salse:e altri fluidi essenziali Le mani rivelano le nostre intenzioni:accarezzano,consolano,lavorano.Una buona mano nel preparare  una salsa equivale a una mano esperta nel fare massaggi. È un attributo prezioso e raro. Le salse sensuali ,quelle che  l’ amante custodisce in segreto insieme ai tocchi più intimi e arditi, richiedono fantasia.. Antipast:Primi morsi per solleticare i sensi A tavola sono come i baci per gli innamorati,cioè una discreta anticipazione di quello che arriverà più tardi,qundo si sarà entrati in confidenza,Vanno serviti con un cocktail o un bicchiere di vino bianco prima di mettersi  a tavola in alcuni casi,quando il desiderio di amarsi è  cosi forte che non si sta più nella pelle,possono sostituire la cena. Zuppa:Per riscaldarsi Per le zuppe va adottato un criterio simile a quello usato per le salse:sono come i preamboli amorosi e vanno quindi preparate tenendo in considerazione tutti i sensi:vista,olfatto,gusto,tattoe, in certi casi,udito,In Occidente è maleducazione curvarsi sul piatto e sorbire rumorosamente la zuppa,ma in Oriente sarebbe scortese nei confronti dell’ anfitrione gustarla tenendo il cucchiaio con la punta delle dita,senza entusiasmo e passione…. A questo punto mi sento in dovere di dire a cuore aperto che i consigli li ho dati..per un perfetto convivio erotico… Ma l’ unico afrodisiaco infallibile e l’ amore,il primo in assoluto Al secondo posto della graduatoria”Variare” Grazie per l’ attenzione,ve ne siamo grati “Isabelle Allende” e maddy….

“bang Bang”

Pochi elementi come in una scena..per rappresentare un orrore che non ha smesso mai di esistere nel mondo,ogni giorno da sempre…

Chiedo solo tre minuti..il tempo del video..e di un sogno..bang bang tu spari a me bang io sparo a te…è ridere che sia solo un gioco….maddy

41585f0ab6ff8a52af983ea283dcf3ee.gif
94c91799330b5327d36da0395afea343.jpg

“I trovatori”

Trovatori e menestrelli erranti: a cosa vi fanno pensare queste parole? Forse a canzoni che trattano di amor cortese e di cavalleria. Non siete in errore, ma il ruolo dei trovatori fu molto più complesso. Pur essendo conosciuti soprattutto per la canso d’amor , o canzone d’amore – motivo per cui sono quasi sempre raffigurati con il liuto in mano, nell’atto di fare la serenata a qualche dama – l’amore non era l’unico tema che stava loro a cuore. I trovatori spesso parteciparono attivamente ai dibattiti sociali, politici e religiosi del loro tempo.
I trovatori fiorirono nel XII e nel XIII secolo in tutta quella che oggi è la Francia meridionale. Erano poeti-musicisti e scrissero in quella che era la più raffinata delle lingue volgari romanze. Si chiamava lingua d’oc*, ed era la lingua parlata in quasi tutta la Francia a sud della Loira e nelle regioni confinanti dell’Italia e della Spagna.
Sull’origine della parola “trovatore” si è discusso molto, ma sembra derivi dal verbo occitano trobar, che significa “comporre, inventare, trovare”. Pertanto, i trovatori erano coloro che sapevano trovare la parola o la rima giusta per verseggiare con eleganza. Le loro poesie erano messe in musica e cantate. Viaggiando di città in città, spesso accompagnati da menestrelli di professione detti giullari, i trovatori cantavano le loro canzoni accompagnandosi con arpa, viella (o fidula, l’antenata della viola) , flauto, liuto o chitarra. Alle corti dei ricchi come pure nei mercati o nei tornei, nelle fiere, nelle feste religiose e non, ogni intrattenimento formale
Quando un uomo apre la porta a una donna, l’aiuta a infilarsi il cappotto o compie uno degli innumerevoli gesti di cortesia con cui da secoli nell’Europa occidentale si dà la precedenza alle signore, sta perpetuando un’ usanza che probabilmente ebbe inizio con i trovatori. Anche se la maggior parte delle canzoni dei trovatori tesseva le virtù dell’amore cortese, altre trattavano le questioni sociali e politiche Si può ben dire che, molto prima dell’invenzione della stampa, i trovatori e altri menestrelli erranti furono i mezzi di informazione dell’epoca. I menestrelli medievali viaggiavano da una nazione all’altra. In tutte le corti europee — dovunque andassero, da Cipro alla Scozia, dal Portogallo all’Europa orientale — raccoglievano notizie e si scambiavano storie, melodie e canzoni. Le melodie orecchiabili delle canzoni dei trovatori, che in breve tempo venivano trasmesse oralmente da un giullare all’altro, finivano per essere imparate dalla gente, e influenzavano moltissimo l’opinione pubblica, spingendo la popolazione a schierarsi a favore dell’una o dell’altra causa.
Una delle molte forme poetiche usate dai trovatori è il cosidetto sirventese, che letteralmente significa “canzone del servitore”. Alcuni sirventesi smascheravano l’ingiustizia dei governanti. Altri esaltavano gesta eroiche, altruismo, generosità e misericordia, mentre criticavano crudeltà e barbarie, codardia, ipocrisia ed egoismo. I sirventesi dell’inizio del XIII secolo offrono agli storici uno spaccato del clima politico e religioso della Linguadoca in un periodo di grandi cambiamenti

Amo moltissimo questo argomento.e stare tanto tempo a casa mi ha dato l’ opportunità di fare ricerche e sapere molte cose..e credo che un pò ho ividiato queste figura,come gli attori di strada e qualsiasi forma di arte girovaga,,credo che sia la forma più completa per poter stare a contatto con le persone,perchè conoscendo la cultura e le tradizioni di ogni popolo..è un modo per conoscere anche se stessi

ps…sto molto meglio…spero di riprendere la mia solita vita….un pò nomade….

“Rosa” II parte….

7d0e9e02f8e8d35700e1d0f52cf7fcff.jpg

 Voltando le spalle alla bambina  si lasciò cadere su una delle vecchie sedie,la tensione era allentata,Giulia si senti più rassicurata,in fondo era solo una donna,cosa poteva accadergli…

E fu allora che lei riprese a parlare,con lentezza,sembrava più che altro inseguire le immagini dei suoi ricordi…

Mi chiamo Rosa,Rosetta per tutti,.hai mai sentito il mio nome?

Ma,tu,tu..mio dio,tu…..

Rise..  Giulia, ora vedeva meglio il suo volto.. la luce dell’ imbrunire…le dava un aspetto malinconico.sciupato.. ma conservava ancora i segni di una bellezza  particolare..che si intuiva dalla luce che aveva resistito nello sguardo…e da una bocca ancora piena, anche se aggredita da due solchi laterali..come di un sorriso amaro…

Rosetta,cosi mi chiamavano tutti.tua nonna  ti avrà parlato di una fanciulla.allegra,ingenua..senza grilli per la testa,ma solo sogni semplici..sposarsi..avere dei figli.un po’ di terra e invecchiare..questo desideravo,anche perché non conoscevo altro..nessuno si era preso il fastidio di dirmi che oltre “contrada Spinelli”c’ era il mondo…

E io quel mondo l’ ho visto.piccola Giulia solo il tempo per farmelo cadere addosso..solo per poco…

Conosceva il suo nome.ora non aveva dubbi,non si era  sbagliata…era proprio la stessa persona che nelle sere d’ inverno accanto al camino era diventata  una storia da sussurrare piano..

Lo so che stai pensando..…e tese la sua mano per una lieve carezza, o era stato il vento?

Potresti essere mia figlia lo sai?

Un fruscio le fece sobbalzare…La donna si guardò intorno

Mi staranno cercando..sussurrò la piccola con l’ ansia di uscire da quella casa…

Hai paura vero?non devi…..

Se stiamo parlando non devi temermi…ho un messaggio da affidarti…

Giulia ormai non riusciva più a comprendere se era un sogno o tutto reale..

Un messaggio? A chi?

A Enrico..tu lo conosci…

Ma..Enrico..Rosa…ormai balbettava..lui è il figlio del Proprietario di tutti i terreni che i miei occhi possono guardare,,come credi che io posso parlare con lui?

Puoi..ti ho visto giocare spesso con Raimondo ,il suo ultimo figlio..e so che lui ogni tanto si ferma

per chiederti di non far sudare con le tue corse il suo delicato bambino e rise con rammarico…

Cosa vuoi che dica…

Che io ancora lo aspetto.qui nella casa dei nostri incontri segreti..per salutarlo…e dirgli che ho perdonato la sua crudeltà..

Voglio andarmene Giulia,.ora è il momento e tu sei la persona giusta….

Stava rispondendo quando  sentiti una mano energica scuoterla…..

Giulia…era il nonno..che combini….la nonna che la stringeva,,piccola peste,,anima mia mi farai morire…..

Nonna ,nonno..ho visto Rosa….ho parlato con lei..L’hanno guardata stupita…non dire sciocchezze Giulia..ti sei addormentata

Rosa è morta lo sai…lascia in pace i morti…..ti prego e non parlarne con nessuno, non voglio che ridano di te….

Io non saprò mai se ho sognato,ma al  ad Enrico non ho avuto mai il coraggio di dire niente. avevo cinque anni..chi mi avrebbe creduta?

Ps..La storia è vera..e anche un mio zio afferma che l’ ha vista sul sentiero tornando a casa di notte..e lui le ha dato un passaggio sulla bicicletta  e piange ancora quando lo racconta…erano compagni di giochi e lui è stato quello che l’ ha accompagnata al’ ospedale..quanto l’ hanno trovata in coma in un pagliaio..aveva ingerito del veleno per topi…

Era incinta……..

Maddy

“Il Casale”

20665095357cccf3cef8c1d5858aa3ae.jpg

 

Giulia era una bambina carina,niente di particolare..era questa la descrizione che sentiva spesso fare di lei.sicuramente meno dotata delle altre due sorelle amavano dire..una perché era alta e slanciata,l’altra per i suoi meravigliosi occhi verdi..lei guardava con sorpresa quei volti adulti,non riusciva a comprendere bene cosa volessero intendere..lei ,era lei..cosa  c’entravono le sorelle?Intanto continuava la sua vita da bambina,a godersi la compagnia dei nonni materni e le loro coccole.era brava in questo.aveva sviluppato una capacità a farsi amare .quasi avida.faceva molte moine per la sua età,non permetteva mai di non essere notata..in questo la fantasia  in lei aveva preso il sopravvento,se ne nutriva..

Ed era in un pomeriggio di tarda estate..di quelli che in campagna il tramonto irradia con i suoi colori più perfetti…che Giulia senza accorgersene si era allontanata dal podere dei nonni..che intenti a riposare la loro stanchezza, dopo una faticosa giornata estiva in campagna ,non avevano notato la sua assenza

in verità non è che lo facevo spesso ,si fidavano di quella bambina cosi diligente e allegra..era per loro una compagnia,e con l’incoscienza di chi ormai ha lontano il ricordo di preoccuparsi per un bambino,presi ormai solo dai lori  anni.e dalla ostinazione a portare avanti da soli la loro amata campagna…oramai.  volevano andarsene, cosi..con gli odori delle stagioni che passano..

Giulia aveva camminato per un pò, le sembrava una distanza enorme .non c’ erano vicini in quel podere.che a lei sembrava il centro del mondo, incominciava ad avvertire la paura..voleva tornare indietro,ma non ricordava più il sentiero..in campagna si somigliano tutti,e lei era sempre con la nonna,,solo per la sua mano si allontanava quando c’ era da fare all’ altro lato del terreno..cosa le era venuto in  mente di andare a curiosare,e intanto si era fatto quasi buio..

E cosi che notò il casale,di giorno anche se abbandonato aveva un aspetto meno tetro.e poi lei  lo guardava con occhi diversi, qualcosa che era sempre stato li come  i vecchi binari della linea in disuso.. la nonna scherzando le sussurrava..non allontarti mai da me Giulia..mai..la sera si raccontano strane storie di quel posto..lei  sorrideva,stringeva al mano della nonna e quel calore scacciava ogni immaginario timore .

Ma stasera la nonna non era li.e lei voleva piangere,ma non doveva.non poteva deludere i nonni..doveva tornare a casa..Era giunta ormai quasi all’ aia,uno spiazzo  che tutti  i contadini avevano  e lei l’ attraversò  quasi di corsa… si trovò il vecchio edificio quasi addosso.. minaccioso in quella luce di inizio serata, da lontano le era sembrato meno cadente…

Piano oltrepassò la vecchia porta..il lieve vento gemeva.parole incomprensibili per lei…ma ora la curiosità era più forte della paura..e si inoltrò nella stanza…Girandosi intorno..non notò nulla di strano..una casa abbandonata,null’ altro…e il cuoricino incominciò a placarsi un po’….e frugò tra le cose  che riempivano la stanza,non molte in verità..un vecchio paiolo,una scopa vecchia..una madia..sporca..tutto sembrava coperto dal silenzio che assumono gli oggetti non vissuti..

Ma ecco un rumore. gelò..poi un altro..sarà il vento pensò..in preda a una angoscia.più grande di lei..sapeva che si era cacciata in qualcosa che non riusciva più a tenere a freno.anche se era una bambina  avvezza a lunghe ore di solitudine..si girò lentamente..ora scappo pensò…e già il corpicino si tendeva..aveva guadagnato quasi l’ uscita..che si senti bloccare..una mano forte,tenace,come un artiglio le impedi di uscire fuori ..e l’ urlo la sorpese più di quella morsa…. Senti un lieve ridolio..poi pian piano  abituandosi al buio intravide la figura…

Era logora,vestita di nero..le sembrò vecchissima.ma a quell’ età non si ha la giusta misura del tempo..la fissò..la donna dovette accorgersi dell suo terrore..e allentò la stretta..

“che ci fa una mocciosa a quest’ ora da sola?

Non ti hanno detto che non dovevi avvicinarti a questa casa?”

Si,ma mi sono persa..riusci a dire con un filo di voce..

Bambina bugiarda,lo sai che non è vero..sei solo disubbidiente…

Ma sei stata fortunata a trovare me sai?

Perché,rispose la bimba

Perché,perché. La solita cantilena di voi mocciosetti 

MAddy..Prima parte 

Immagine concessa dall’ amico “Fiore”

Grazie….

“la magia del cerchio”

40258e67c01b308b21bce3731a6bc330.jpg  Il cerchio è il segno dell’Unità del principio e di quella del Cielo e, come tale, ne indica l’attività e i movimenti ciclici..  è il segno dell’armonia; per Il movimento circolare è perfetto, immutabile, senza inizio né fine, né variazione; questo fa si che esso possa rappresentare il tempo, il quale, a sua volta, può essere definito come una successione continua e invariabile di istanti tutti identici gli uni agli altri. Il cerchio può rappresentare anche il cielo , dal movimento circolare e inalterabile.  Platone considerava il quadrato e il cerchio come assolutamente belli in sé; secondo il grande pensatore il quattro si riferisce alla materializzazione delle idee e il tre all’idea stessa: il secondo esprime le essenze e il primo i fenomeni, l’uno lo spirito e l’altro la materia. La danza circolare dei dervisci mawlaiyya (mevlevi), detti dervisci giranti, è ispirata a questo simbolismo cosmico: imitano il giro dei pianeti intorno al sole, il vortice di tutto ciò che si muove ma anche la ricerca di Dio, rappresentato dal sole.Nel’iconografia cristiana, il motivo del cerchio rappresenta l’eternità; tre cerchi saldati evocano la Trinità del Padre, del Figlio e dello Spirito Santo. Il Santo Sepolcro di Gerusalemme voleva evocare la grande volta dell’universo che l’uomo rappresenta con la sua calotta cranica. Onorio d’Autun riprende questa duplice divisione parlando di chiesa a croce e di chiesa tonda. Il cerchio e il quadrato sono per eccellenza in Cina la manifestazione tangibile del cielo e della terra, ed insieme con l’uomo sono gli elementi che fanno parte della concezione dei tre poteri; il cielo che ricopre e produce, la terra che sorregge ed alimenta, l’uomo dotato della facoltà di pensare e provvisto di una volontà cosciente. Negli amuleti ha una  forma avvolgente, quasi un circuito chiuso, il cerchio è un simbolo di protezione e per questo è spesso usato, in magia, come cordone di difesa intorno alle città , ai templi e alle tombe, per impedire ai nemici, alle anime vaganti e ai demoni di penetrarvi; anche i lottatori tracciavano un cerchio intorno al loro corpo prima di iniziare a combattere. Da un po’ di tempo che mi incuriosisce  il significato del cerchio..mi attira e mi inquieta.. Quando iniziamo il corso di teatro il nostro insegnante ci chiede di formare un cerchio..nella recitazione è la prima forma di palcoscenico..e bisogna che ognuno si metta in gioco come prima mossa  scenica..Inoltre tutte le danze hanno la forma del cerchio..sia se sono di lotta o di corteggiamento si forma ogni volta un cerchio..(tarantola.) Ecco  una forma semplice e perfetta…. Mi piacerebbe sapere se  è solo una mia idea…..

“Dedicato ad Hot Metal”

6ad251930b2a34c64aa95c345ef176e3.jpg

Giordano Bruno. Il teatro della vita

17 febbraio 1600: in Campo de’ Fiori, a Roma, un eretico viene arso vivo. Distoglie con disprezzo il volto dal crocifisso che i confortatori dell’Arciconfratemita di san Giovanni Decollato gli porgono. Quell’eretico è il filosofo Giordano Bruno. Il cammino che lo conduce sul rogo ha avuto inizio a Nola, dove è nato nel 1548. Nel 1576 è costretto a iniziare la sua lunga e tormentata peregrinatio in Italia e in Europa: Venezia, Ginevra (dove aderisce per breve tempo al calvinismo), Tolosa, Parigi, Oxford, Marburgo, Wittenberg, Helmstedt, Praga, e infine, dopo la tragica decisione di tornare in Italia, nuovamente Venezia e Roma, dove viene bruciato con la lingua “in giova per le brutissime parole che diceva”. Il tradimento e l’indifferenza di Dio nei confronti dell’uomo, la materia come principio unico ed eterno, la metasomatosi attraverso cui l’anima universale s’incarna con vicenda perenne in forme diverse: sono alcune
31bb936270bc493343ecb5d3f142958a.jpg
1137ac3d1b314df1a598423d49260a33.jpg

delle verità che Bruno ritiene di aver scoperto, e che esige di poter proclamare, indifferente alla loro consonanza con i dogmi di fede. Non da anticristiano, bensì da “post-cristiano”, egli non esita a dichiarare false le dottrine e superata l’era del cristianesimo, in nome dell’avvento di una pax universalis…..

Spero che riapri al più presto il tuo blog..