“Ricordi”

Cari Hildita, Aleidita, Camilo, Celia ed Ernesto, se un giorno dovrete leggere questa lettera, è perché non sarò più tra voi. Quasi non vi ricorderete di me e i più piccolini non mi ricorderanno affatto.

Vostro padre è stato un uomo che agisce come pensa ed è certamente stato fedele alle sue convinzioni.

Crescete come buoni rivoluzionari. Studiate molto per poter dominare la tecnica che permette di dominare la natura. Ricordatevi che l’importante è la rivoluzione e che ognuno di noi, da solo, non vale niente.

Soprattutto siate sempre capaci di sentire nel più profondo di voi stessi ogni ingiustizia commessa contro chiunque in qualsiasi parte del mondo: è la qualità più bella di un rivoluzionario.

Arrivederci, bambini miei, spero di rivedervi ancora. Un grande bacio e abbraccio da

“Oggetto catena”

Ringrazio Cristiana,India,e Giannipianofortista..per avermi coivolta..

non sono molto brava ma voglio lo stesso a mio

modo mio aderire..

Ecco:le cose che amo di più….

  Il mare:Il suo odore..il suo rumore..la salsedine sulla pelle…mi rendono felice…se teng o mare..tengo tutto…non saprei vivere senza i suoi colori..camminare sulla spiaggia,tuffarmi..mi mette in contatto con l’ universo…e sono felice..cosi..anche se non ho molto dalla vita..

I l teatro:L’ emozione che provo nel sentire lo stupendo rumore del legno del palcoscenico..mi sento tremare dentro.mi stupisco sempre nel sentire le voci dell’ attore..vedere da vicino il movimento dei loro corpi.e ora che ogni tanto sono anch’io dietro alle quinte,sul palco..l’ andranelina..scorre dentro me..come una linfa…un emozione unica…..

Leggere:Ogni romanzo,racconto,evento stoorico.geografico..qualsiasi argomento..mi immergo.e dimentico il mondo che mi circonda..e sono nel libro..sono un personaggio..nel romanzo..l’ amore nelle poesie..eroina nella storia..Paese nella geografia..mi immedesimo..mi riesce in un modo particolare..e vivo tante vite…

Viaggiare:Mettere qualche vestito in valigia…e come sciogliere i nodi della quotidianetà..e libero la mia mente..il mio corpo.insieme verso nuovi paesaggi..nuovi odori,,nuove lingue..e immagino la vita di ognuno che incontro..la loro cultura.il loro sentire..e ammiro ogni cosa..arte,monumenti..rumori di ogni giorno..

 L’arte..Ogni quadro..ogni sfumatura di colore..ogni profilo..luce..mi emozionano..e osservo..osservo fino a quando entro nel quadro..e li lo tocco con l ‘ anima…

Musica:ogni genere…classica.moderna..celtica.gregoriana..fado..tutta..è la colona sonora della mia vita..

E per finire…Amo forse sopra ogni cosa..stare insieme.l’ amicizia per me è sacra..in questo ho un concetto particolare..

la lealtà..in assoluto..il resto si cammina insieme..

Non nomino perchè la pagina del post non basterebbe..

maddy 

“Piccoli crimini coniugali”

Quando vediamo un uomo e una donna davanti al sindaco o al prete,dobbiamo veramente

Chiederci  quale dei due sarà l’ assassino?

“Piccoli crimini coniugali è una brillante commedia nera con suspense sorprendente,un vero  divertimento ma anche una saggia riflessione sulla madre di tutte le guerre:quelle dentro la coppia

 

L’opinione

“piccoli crimini coniugali ha avuto un adesione violenta da parte del pubblico.

All’ uscita del teatro,le coppie reagivano diversamente a secondo l’ età:i ventenni mi dicevano “sei crudele”! I quarantenni”Che realismo” I sessantenni”che tenerezza”

Avevano tutti ragione!!A vent’anni si vorrebbe che l’ amore fosse semplice

A quaranta si scopre che è complicato..

A sessanta sappiamo che è bello perché è complicato”

Eric-Emmanuel Schmitt

Argomento di riflessione….magari sul divano..mentre lui ancora non è tornato..dal lavoro..tanto gia sai che appena

rientra..il suo posto accanto a te..è solo per leggere il giornale…allora vai di là e ti rimetti la solita tuta..

“amore non ti addormentare..che preparo la cena”

“Ok cara..cercherò di aspettarti sveglio”

Ma gia sai che tra poco lo sentirai russare…

maddy

“L”affido”

29f2d6d56439e846858b898992f6d7d0.jpgL’istituto dell’affido familiare regolamentato dalla Legge n.184/ 83, più tardi rettificato dalla Legge n.149/2001, è una misura precauzionale momentanea, che consente ad un minore  di essere ospitato presso una famiglia, una comunità o una singola persona. L’affido è consensuale, laddove, si prospetta il beneplacito della famiglia biologica, o invece giudiziale quando è ratificato dal Tribunale per i Minorenni. Il “progetto affido”si concretizza, allorché, la famiglia naturale, transitoriamente esplicita stati di disagio economico, sociale, affettivo ecc. L’affido familiare non è risolutivo e definitivo, a dissonanza dell’adozione che, all’opposto, è un percorso durevole; per tal motivo il minore affidato non occupa la condizione sociale di figlio. La Legge procrastina, difatti, che il bambino affidato sia reinserito nella famiglia biologica, allorquando si presentino le condizioni idonee alla crescita del fanciullo. L’affidamento etero-familiare è, per questo fatto, un intervento temporaneo di aiuto e di sostegno ad un bambino in difficoltà, da parte di una famiglia affidataria o di una casa famiglia che concede le proprie risorse, affinché il sistema familiare biologico non diventi in grado di assicurare stabilità affettiva, economica culturale e sociale al bambino.
Un gesto che non credevo cosi importante..ma vivendolo..mi ha resa felice..
Un percorso difficile…che già sò che voglio fare…
Ma voglio essere cauta…per me..
Scegliere già è lacerante…
Ieri non è stato un  giorno come un altro
erano anni che tentavo di avvicinarmi a questa realtà.. ho sempre creduto più signifivìcativo l’ affido..che l’ adozione..
anche se più difficile..ma cosi si possono aiutare più bambini..o addiritura si può stare con loro nelle case famiglie..
e dedicare ore per attività ludiche
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in questi giorno l’ ho fatto..non mi sembra vero..
Maddy

 

“Tradimento”

d33c01aa85fac939cc481066316725ac.jpgQuando dico ‘ti amo’ che cosa sto dicendo di preciso? E soprattutto chi parla? Il mio desiderio, la mia idealizzazione, la mia dipendenza, il mio eccesso, la mia follia? E come si trasforma questa parola quando il desiderio si satura, l’idealizzazione delude, la dipendenza si emancipa, l’eccesso si riduce, la follia si estingue? Non c’è parola più equivoca di ‘amore’ e più intrecciata a tutte quelle altre parole che, per la logica, sono la sua negazione. Tutti, chi più chi meno, abbiamo fatto esperienza che l’amore si nutre di novità, mistero e pericolo e ha come suoi nemici il tempo, la quotidianità e la familiarità. Nasce dall’idealizzazione della persona amata di cui ci innamoriamo per un incantesimo della fantasia, ma poi il tempo, che gioca a favore della realtà, produce il disincanto e tramuta l’amore in un affetto privo di passione o nell’amarezza della disillusione. Qui Freud ci pone una domanda: ‘Quanta felicità barattiamo in cambio della sicurezza?’.” Umberto Galimberti “…
Ho molto da fare in questo periodo,si stanno avvicinando i mesi del raccolto..di un inverno in cui ho lavorato molto…faccio questa premessa,per far comprendere che in ogni caso non voglio sottrarmi mai all’ ascolto di uno sfogo e ieri sera sono stata molto tempo a telefono con una mia carisima amica,piangeva..il marito dopo anni di vita insieme…ha deciso di andar via,con un’altra donna
più giovane ovvio..è un cliscè..per noi..quanto non ci riguarda direttamente,per lei una tragedia..
Dopo averla calmata..mi sono ritrovata a dirle le solite cose,vedrai ti rifarai una nuova vita,non ti meritava..insomma una montagna di luoghi comuni..intanto ero turbata…
Il tradimento è sempre un qualcosa che lacera..in tutti sensi..per lei è il suo uomo,per tanti può essere il tradimento di un idea,il crollo dei propri ideali..amici che credevi tali…
Maddy…

“Omaggio ad un amico”

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Ho le mani segnate

Di sole

Raggi dei tuoi capelli.

Posseggo occhi colmi di foresta,

Verde del tuo sguardo.

Ho labbra umide di rose,

Brina dei tuoi baci

Le mie braccia son coperte

Di neve,

Candore del tuo corpo.

Ho il cuore fasciato

Di lune,

Splendore dei tuoi sorrisi.

E ho l’ anima persa

Nell’Immenso;

Profondo,

Infinito,

Delle tua…

Nicola de Corneliis

“Pappagalli verdi”

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Pappagalli verdi” è il nome con cui gli Afgani chiamano le mine antiuomo (la maggior parte fabbricate in Italia) proprio per la loro forma che attira i bambini scambiandoli per giocattoli, giocattoli che poi gli scoppiano in mano lasciandoli mutilati o ciechi per sempre. E ci si chiede come può un uomo (probabilmente sposato e con figli) progettare consapevolmente un ordigno simile per rovinare la vita di un bambino. Questa è una delle tante riflessioni che Gino Strada fa nel suo libro dove racconta di tante storie, di tante esperienze messe in ordine sparso, simili a flashback, a pensieri, a ricordi. Racconta della costruzione di ospedali, di uomini mutilati, di operazioni e soccorsi effettuati in situazioni critiche, di colleghi e di uomini, donne e bambini salvatisi dalla morte che hanno una strana e bella luce di speranza negli occhi. Periodi brevi, semplici, duri, crudi che vanno dritti al cuore, e non mancano le riflessioni dell’autore, che non ci rivela proprio tutto quello che pensa ma quanto basta per riuscire a farci capire un po’ della rabbia, della lotta, della speranza di questi uomini. Non idealizza il suo lavoro, anzi, Gino ammette che ha deciso di diventare un chirurgo di guerra perché vuole viaggiare, mettersi alla prova e intanto riuscire anche ad aiutare qualcuno. Un libro senza nessuna pretesa, a parte quella di raccontare delle storie e di far riflettere su queste. E ci rendiamo conto che sono questi uomini quelli che lavorano veramente per la pace, e non quei potenti ipocriti che
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si limitano a parlare, stringendo tante mani senza poi far cessare quei massacri né aiutare quella vittime, come il ministro che arriva all’ospedale di Sarajevo e chiede se può tornare in Italia con due bambini mutilati che aveva intravisto per i corridoi per farsi fotografare con loro (richiesta che viene fatta, chissà perché, proprio un mese prima delle elezioni). Gino parla di genocidi, di popoli in guerra da anni che non ricordano più i motivi del loro odio reciproco, di civili come ce ne sono tanti, con l’unica differenza che il loro paese è in guerra e sono loro a rimetterci. Storie umane che si susseguono, tenute insieme da un sottile me inossidabile filo di speranza

Un libro che fa riflettere molto..

“Grazie Fiore”

8d6f1f2bd299e163660e82181b3e6a81.jpgRientrando a casa ho trovato sul blog di Fiore una bellissima sorpresa…una bambina che sorride….Una Maddy-delfino vista con i suoi occhi…

la donna..ormai adulta
si specchia negli occhi della bambina
il calore di quel meraviglioso sorriso
l’ avvolge…e la donna ha un brivido,
fissando le fossette perfette…
ed allora che si vede riflessa…
in quel volto innocente…
la donna…ora piange..
lacrime..finalmente libere
congelate per anni..
Ora la donna…vorrebbe abbracciare la bimba..
e tenere tra le sue braccia
il suo passato..
amarlo….
e conciliarsi con esso
Si sorridono…e sono tutt’uno..
la donna…e la bambina

Maddy

“Don Raffaè”

Stamattina mi sono svegliata con dei forti mal di testa..e sono sola in casa..che voglia di na’ tazzullel e’ cafè…ma da sola proprio non  va…e allora!!!

Mi sono ricordata del bellisssimo omaggio del “faber” a Napoli..mi so detta…Maddy non potevi avere compagnia migliore..e cosi via…completo con un forte caffè..la mia trilogia della delusione…

Ringraziando il nostro stupendo cantautore..che per fortuna…non conosce il seguito…

Maddy

“Carlo Martello”

Per rispondere al post di Daniela,mi è sembrato giusto usare l’ ironica canzone del nostro “Faber”su le gesta non proprio eroiche di un famoso “cavaliere” che tornando dalla guerra…preso da impegni tutti maschili..si era persa la chiave della cintura di castità della sua signora moglie..Poverino…ascoltate cosa gli è successo..Poi…dicono il senso dell’ onore..hahhahaha

  Maddy  (Dani mi hai dato l’ idea..)